SANMAURO

Oltre al Santo Abate, discepolo di San Benedetto, il paese deve il suo nome anche ad un’antica popolazione, i Bruzi, servi ribelli dei Lucani, rifugiatisi proprio in questi luoghi. Dei Bruzi troviamo numerose indicazioni nei racconti di Strabone e di Tito Livio; il loro dominio territoriale si estendeva a sud dell’Alento fino al golfo di Policastro. Accaniti avversari dei Romani, furono infatti alleati dei Cartaginesi.


Secoli dopo i monaci benedettini fondarono la Cella detta Sancti Mauri in Centulis, distrutta dai Saraceni nel 966 d. C. La ricostruzione della chiesa, sempre ad opera dei benedettini, deve collocarsi tra il 1058 (anno in cui fu presumibilmente rifondata l’antica abbazia di San Nazario) e il 1104, quando il Barone di Novi assegnò alla badia di Cava la chiesa e l’annesso villaggio rurale.


A causa della guerra del Vespro (1282-1302) che segnò il declino per molti paesi cilentani, anche i sammauresi si dispersero per i boschi e abbandonarono il vecchio centro abitato, per farvi ritorno dopo alcuni decenni. Interessante inoltre il culto di Santa Eufemia, di cui già nell’XI secolo abbiamo notizie riguardanti una chiesa intitolata alla Santa martire nei pressi dell’antica città Bryxiam, solo successivamente tale culto fu radicalizzato dall’ordine dei Cavalieri di Malta, presenti e attivi per circa cinque secoli (dal XIII al XVIII secolo), che ricostruirono la chiesa nel 1511.


Chi oggi visita San Mauro può trovare tracce di questa storia visitando la chiesa parrocchiale, il suo soccorpo con gli affreschi raffiguranti Sant’Eufemia, le numerose riproduzioni in più ambienti della croce dei Cavalieri di Malta, i ruderi dell’originaria chiesa di San Mauro a pochi metri dalla Cappella della Madonna delle Grazie, e magari, sulla piazza principale affacciarsi alla terrazza per osservare Palinuro e la sua costa.
